P.A. Renoir, "The Rowers' Lunch" (dettaglio), 1875


Depressione: date parole al dolore

dolore

Non è facile parlare di depressione. Per trattare questo tema delicato, non ho trovato parole migliori di quelle contenute nel libro di Luigi Cancrini "Date parole al dolore". Scrive Cancrini: "La depressione clinica è diventata il riferimento per ogni forma di disagio psicologico. Siamo tutti malati e tutti da curare: con i farmaci, naturalmente. Lo dicono con sicurezza 'scientifica' gli psichiatri-vedette della pillola a tutti i costi. Lo ripetono ormai da anni in libri, giornali e trasmissioni televisive, con un martellamento persuasivo che ha, purtroppo, avuto i suoi effetti. Il paradosso è che l'allarme è tanto amplificato, quanto la terapia proposta - il farmaco - è improntata a sopprimere ogni riflessione e ogni approfondimento sui motivi della sofferenza. Si grida alla depressione, ma la cura è il silenzio. [...]" Stefania Rossini, curatrice del libro, commenta: "La tesi di Luigi Cancrini è netta: nella cura della depressione i farmaci non servono a nulla, anzi, sono per lo più dannosi [...]. Messo a tacere il dolore solo per un pò, la depressione si ripresenterà fatalmente, fino a rischiare di diventare cronica. Solo una psicoterapia potrà far parlare la 'malattia', aiutando il depresso a rintracciare i motivi della propria sofferenza, a elaborarli e a superarli"

Luca Saita

        

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