La sindrome da burn out consiste in un esaurimento psicologico e fisico derivante da un lavoro continuativo dal quale non si possono prendere pause. Spesso è riferita agli operatori sanitari e a chi ha un ruolo di occuparsi di un altro, ma in generale ognuno di noi può andare in burn out rispetto a una situazione dalla quale sente di non riuscire a staccare.

Quali sono i sintomi?

Depressione, abulia, apatia, malessere fisico, sentimenti di vuoto stanno a segnalarci quando avvengono in modo continuativo, che c’è la possibilità che stiamo esaurendo le nostre energie e che non riusciamo più a ricaricarci. Conoscono molto bene questo stato le mamme nei primi mesi di vita dei bambini, oppure chiunque che ha una condizione nella quale non può fare a meno di occuparsi di qualcosa o qualcuno senza staccare. Quando il burn out riguarda il lavoro i sintomi potrebbero essere quelli di commettere spesso errori, sentire che si ha voglia di cambiare, mal di testa e malessere continuo, sensazioni di nausea. Anche nei rapporti interpersonali può intervenire un burn out quando sentiamo che il rapporto con l’altro è troppo faticoso e che le nostre energie si stanno esaurendo.

Quando rivolgersi allo psicologo?

Quando sentiamo che abbiamo una dipendenza psicologica che non ci permette di staccare da un problema, da una situazione che stiamo vivendo che ci sta consumando pensieri ed energie sicuramente questa situazione ci porterà verso un burn out. Conviene rivolgersi allo psicologo per comprendere in che modo contribuiamo a mantenere il legame con questo compito/situazione della vita e in che modo ci richiama a un continuo impegno. Focalizzando la radice emotiva del problema si potrà pian piano staccare e quindi, ricaricandosi e prendendosi della pause, uscire dal burn out.

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