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Cibo: troppo o troppo poco

Cibo: troppo o troppo poco

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Si parla molto di cibo e di problemi alimentari, partendo dall’anoressia, passando per la bulimia che porta sino all’obesità. Molti possono essere i motivi di tali problemi, motivi che possono essere rintracciati in diversi piani e livelli. Innanzitutto il pensiero del cibo spesso va a sostituirsi ad altri pensieri più penosi, diventando come un’ossessione che ‘salva’ la persona dal pensare ad altre cose che possono essere molto dolorose. Il cibo diventato ossessione viene fatto oggetto di ‘abusi’ in entrambi i versi: o troppo, o troppo poco. Una volta che questo meccanismo si è instaurato, è difficile uscire da questa spirale, se non si riesce a capire il punto d’inizio, operazione che normalmente fare da soli è molto difficile. D’altro canto possono essere fatte anche altre considerazioni. L’anoressia può essere anche letta come una specie di sciopero della fame, uno sciopero della fame che purtroppo può diventare anche mortale. Vanno letti i motivi di tali sciopero, che molto spesso le donne, e raramente gli uomini, mettono in atto, diventando degli angeli asessuati, invincibili dagli altri, ma sconfitti da se stessi. Nell’obesità può essere letta quella barriera protettiva che protegge dal mondo esterno e dal contatto (anche sessuale) dagli altri. In questo caso possono celarsi a volte fallimenti relazionali sia precoci che non, che trovano una difesa con la creazione di una barriera. Moltissime possono essere le considerazioni, tuttavia quello che in questa sede si può aggiungere è che vale la pena di non soffermarsi sul dato esterno del problema, ma di capire la radice che l’ha fatto insorgere, affinchè poi, del problema, non si abbia più bisogno.

@DottorSaita #psicologo #roma

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