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Come non cadere nel panico da valutazione: 3 consigli dal @DottorSaita

State aspettando il risultato di un esame, di un concorso, di una valutazione che per voi è importante: tutto il vostro ego è concentrato su questo momento e vi sembra di essere sul patibolo di fronte al boia che tra poco potrà far cadere la vostra testa in una cesta.

Come non cadere nel panico e affrontare questo momento con serenità?

Tre consigli per vivere al meglio questo momento:

  1. Spesso la mente tende a leggere una valutazione attribuendola all’Io stesso, come se quel giudizio fosse non tanto su qualcosa che avete fatto o su una prestazione che avete fornito, tanto sulla persona stessa. Per questo leggere di un giudizio negativo può avere un effetto devastante, come se fosse voi stessi a non andare bene. Prima di leggere o ascoltare un giudizio, è invece bene concentrarsi sul fatto che ciò non riguarderà voi come persona, chi siete, le vostre aspirazioni, bensì l’oggetto del giudizio stesso.
  2. Se vi mettete in quest’ottica, da una bocciatura o critica potrete imparare molte cose, rendere il giudizio un vostro alleato per crescere e fare meglio nel futuro. Per questo motivo si dice che si impara molto più da una sconfitta che da una vittoria: effettivamente quando tutto va bene tendiamo a rinforzare il modo in cui abbiamo operato, a volte in modo anche troppo benevolo. Il giudizio negativo ci sta dicendo come nel futuro potremo fare meglio, dove la cosa si è intoppata nel passato e non è andata al meglio.
  3. La vita è lunga e c’è sempre tempo per rimediare. Se davvero il giudizio vi ha scottato, prendetevi qualche tempo per assorbirlo. Poi rileggetelo a mente fredda, quando le emozioni avranno decantato. Potrete fare caso come potrete essere molto più d’accordo con il giudizio stesso e quindi riprendere il filo del discorso per organizzare il vostro agire futuro in modo differente. Non esiste, infatti, un feedback di per sé inutile: tutto può servire per “aggiustare il tiro”, il punto di vista esterno ci dice sempre qualcosa che noi non possiamo vedere dalla nostra visuale.

Tante storie di successi nascono dalle peggiori sconfitte: scriveva Shelley:

O, wind, if winter comes, can be spring be far behind?

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