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Eventi traumatici e reazione

Eventi traumatici e reazione

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Di fronte ad eventi traumatici la prima reazione psicologica è quella del rifiuto: questo è un meccanismo che la mente usa per salvaguardarsi dall’impatto troppo forte di eventi che causano un proprio e vero shock. Con il passare del tempo, la mente inizia ad assimilare l’evento, cioè inizia ad accettare che un determinato fatto sia accaduto: è in questa fase che si rivivono gli affetti forti del trauma, e che inizia la terza fase del processo di assimilazione dell’accaduto, la fase dell’elaborazione.

Di fronte ad un lutto, di fronte ad eventi di forte stress, di fronte a grandi cambiamenti, il succedersi di queste fasi rappresenta la normalità, il processo che rende possibile il rivivere l’evento fino ad archiviarlo definitivamente, così da fargli perdere l’impatto emotivo; questo tuttavia non cancella quel determinato ricordo, lo relega nel passato. Quando l’elaborazione è completa, il trauma diventa quindi un ricordo, una esperienza che portiamo con noi. Può accadere, per diversi motivi, che questo processo di “archiviazione” di un evento traumatico si blocchi in una di queste fasi: in questo caso gli effetti del trauma continuano a permanere, ed è come se se l’evento fosse vissuto all’infinito, ma senza poter essere elaborato ed archiviato.

In questi casi la sofferenza è grande, ed è quello che in psicologia viene chiamato “disturbo post traumatico da stress”, che vuole dire che dopo un forte stress, nasce un disturbo che prende origine dall’evento ma che continua senza fermarsi anche per mesi. In questi casi un lavoro di comprensione e di accettazione può essere utile per ristabilire il naturale fluire del processo e per il superamento completo di ciò da cui siamo stati feriti.

@DottorSaita #psicologo #roma

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