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Perché questa è l’epoca del disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) @DottorSaita

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Sempre più persone mi chiedono una psicoterapia per disturbi di tipo ossessivo compulsivi, i cosiddetti “DOC”. Personalmente odio le sigle e le etichette, perché, come diceva un grande terapeuta come Minuchin bisogna rileggere le sofferenze in termini umani per aiutare le persone. Come clinico chiamo il disturbo ossessivo compulsivo come la sindrome del visconte dimezzato.

Questa psicopatologia, infatti, si manifesta quando una persona si trova ad essere divisa tra l’essere buono o cattivo. Perché tuttavia sempre più in questa epoca si manifesta questo disturbo?

Uno dei fattori può essere sicuramente rintracciato nel sempre maggior numero di separazioni e divorzi familiari. Non che una separazione sia di per sé sufficiente, ma per chi lavora o ha contatti con famiglie separate è chiaro come nei casi di separazione spesso le famiglie sviluppino una polarità di divisione tra buoni e cattivi.

Questa divisione e visione del mondo in buoni e cattivi (magari chi ha lasciato e tradito contro chi è rimasto) fa sì che i figli si ritrovino a vivere e viversi in questa polarità: tentano allora di diventare buoni, e il problema è che non ci riescono. Ma visto che diventare “cattivi” significherebbe passare dalla parte del torto, allora sviluppano dei profondi conflitti interiori, che si sfogano e catalizzano attraverso i disturbi ossessivi (ossessioni mentali) o compulsivi (comportamenti che vanno ripetuti) che fungono da espiazione.

Questo fenomeno, che può accadere anche in famiglie non separate, quando tra i genitori c’è un buono e un cattivo, è sicuramente aiutato dai tanti casi di separazione, che per loro stessa natura tendono a creare due schieramenti (le due famiglie separate) dove è più facile che si cada in questa polarità.

@DottorSaita #psicologo #roma

Ascolta l’intervista di Radio Cusano Campus a cura di Annalisa Colavito su questo articolo:

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