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Consulenza strategica Roma

Che cos’è la consulenza strategica:

Diverse volte nella vita ci si trova davanti a grandi scelte da compiere o a dilemmi in cui non si sa in quali direzioni andare. Questo può accadere spesso in ambito lavorativo, per motivi di spostamenti di città, per le tante scelte che si devono affrontare in certi momenti che poi risulteranno essere decisivi per lungo tempo se non per una vita intera.

Una consulenza strategica consta in cinque incontri nei quali la persona può essere aiutata a focalizzare il tipo di dilemma che sta vivendo: soprattutto si analizzano tutte le variabili psicologiche e le varie configurazioni che potrebbero emergere dalle differenti scelte, in modo tale da poter scegliere la migliore strategia da adottare per poter arrivare ad un certo obiettivo.

Soprattutto la persona può prendersi un tempo per riflettere sull’obiettivo che si sta ponendo, i costi che implica e quanto è disposto a spendere e in che modo in una certa impresa.

Quando ricorrere alla consulenza strategica:

Quando si sente che una scelta ci sta mettendo in difficoltà e altaleniamo tra un’opzione e l’altra una consulenza strategica può essere uno strumento davvero utile per fermarsi a focalizzare la situazione.

In cosa consiste la consulenza strategica:

Gli incontri durano normalmente un’ora, hanno cadenza settimanale e si svolgono seduti su due poltrone (vis a vis).  L’incontro ha come fine individuare i temi che sono alla radice del dilemma, quindi il colloquio è volto alla comprensione di questo.

Quanto dura la consulenza strategica:

La durata di una consulenza psicologica è di cinque incontri. Alla fine degli incontri lo psicologo restituisce il suo parere alla persona che così ha una strategia  sul dilemma che sta affrontando.

Consulenza psicologica Roma

Consulenza psicologica Roma

Che cos’è la consulenza psicologica:

Più volte nella vita si possono vivere dei momenti di grande disorientamento. Questo può accadere per vari motivi: relazionali, emotivi, lutti, separazioni.

Una consulenza psicologica consta in cinque incontri nei quali la persona può essere aiutata a focalizzare il tipo di problema che sta vivendo: solitamente quando sappiamo quello che stiamo affrontando diventandone più consapevoli questo aiuta a tirare fuori risorse più focalizzate nella risoluzione della difficoltà.

Negli incontri sarà esaminato il malessere e il disorientamento che la persona sta vivendo fornendo una prima bussola in grado di orientarla al meglio.

Quando ricorrere alla consulenza psicologica:

Quando si sente che un problema sta stagnando ormai da tempo è probabilmente arrivato il momento di attivarsi per iniziare a fare luce e comprendere ciò che ci sta sfuggendo.

In cosa consiste la consulenza psicologica:

Gli incontri durano normalmente un’ora, hanno cadenza settimanale e si svolgono seduti su due poltrone (vis a vis).  L’incontro ha come fine individuare i temi che sono alla radice del disagio, quindi il colloquio è volto alla comprensione di questo.

Quanto dura la consulenza psicologica:

La durata di una consulenza psicologica è di cinque incontri. Alla fine degli incontri lo psicologo restituisce il suo parere alla persona che così ha un orientamento sul momento che sta affrontando. Solitamente insieme al parere viene fornita anche un’idea di risoluzione del problema.

Burn out aiuto psicologico Roma

La sindrome da burn out consiste in un esaurimento psicologico e fisico derivante da un lavoro continuativo dal quale non si possono prendere pause. Spesso è riferita agli operatori sanitari e a chi ha un ruolo di occuparsi di un altro, ma in generale ognuno di noi può andare in burn out rispetto a una situazione dalla quale sente di non riuscire a staccare.

Quali sono i sintomi?

Depressione, abulia, apatia, malessere fisico, sentimenti di vuoto stanno a segnalarci quando avvengono in modo continuativo, che c’è la possibilità che stiamo esaurendo le nostre energie e che non riusciamo più a ricaricarci. Conoscono molto bene questo stato le mamme nei primi mesi di vita dei bambini, oppure chiunque che ha una condizione nella quale non può fare a meno di occuparsi di qualcosa o qualcuno senza staccare. Quando il burn out riguarda il lavoro i sintomi potrebbero essere quelli di commettere spesso errori, sentire che si ha voglia di cambiare, mal di testa e malessere continuo, sensazioni di nausea. Anche nei rapporti interpersonali può intervenire un burn out quando sentiamo che il rapporto con l’altro è troppo faticoso e che le nostre energie si stanno esaurendo.

Quando rivolgersi allo psicologo?

Quando sentiamo che abbiamo una dipendenza psicologica che non ci permette di staccare da un problema, da una situazione che stiamo vivendo che ci sta consumando pensieri ed energie sicuramente questa situazione ci porterà verso un burn out. Conviene rivolgersi allo psicologo per comprendere in che modo contribuiamo a mantenere il legame con questo compito/situazione della vita e in che modo ci richiama a un continuo impegno. Focalizzando la radice emotiva del problema si potrà pian piano staccare e quindi, ricaricandosi e prendendosi della pause, uscire dal burn out.

Tossicodipendenza aiuto psicologico Roma

Come il concetto che esprime il nome stesso, la tossicodipendenza consiste in una dipendenza verso sostanze che sono nocive per il corpo. Come dagli studi del Prof. Cancrini si articola ampiamente in 4 categorie.

  1. Tossicodipendenza di tipo traumatico: dopo un trauma la persona cerca di curarsi e anestetizzarsi attraverso l’uso e l’abuso di sostanze
  2. Di tipo nevrotico: la persona utilizza la sostanza per risolvere o risollevarsi da conflitti interiori che non riesce a risolvere, attribuendo alla sostanza il valore magico di essere risolutrice di conflitti interiori che non riesce a pacificare
  3. Di tipo borderline: Il tipo di personalità della persona fa si che l’uso di sostanza l’aiuti a sostenere le difficoltà e la fatica del vivere, come fosse l’unico supporto che può trovare per arginare la sofferenza e il malessere di vivere
  4. Di tipo psicosociale: chi vive in un contesto dove l’uso di droghe è comune e condiviso oltre che incoraggiato, percepisce l’uso della sostanza come normale quindi parte del vivere quotidiano

Quando rivolgersi allo psicologo

Vista la tossicità della sostanza che ha effetti negativi sul fisico della persona, è sempre raccomandabile rivolgersi per una terapia a uno specialista per tutelare la salute fisica della persona. In questo modo potrà anche comprendere le radici della dipendenza e dare un aiuto concreto e non magico ai conflitti interiori, così da togliere anche la base psicologica che porta alla richiesta della sostanza.

Alcolismo cosa fare aiuto psicologico Roma

L’alcool è una sostanza dagli effetti antidepressivi e allo stesso tempo anestetici. Per le persone che soffrono di depressione, bassa autostima, e che hanno vissuto degli eventi fortemente traumatici può assolvere la funzione di una specie di auto-terapia, con conseguenze purtroppo molto nefaste. Basta molto poco, infatti, per innescare una dipendenza, propriamente chiamata alcolismo, nella quale la persona non può fare a meno di assumere alcool per potersi percepire in uno stato di benessere. Le funzioni epatiche vengono ben presto compromesse, e alla lunga il bere non dà più gli stessi effetti iniziali, bensì bisogna bere solo per non stare male. In poco tempo il fegato perde le sue funzioni, e ben spesso l’alcolista muore.

Quando chiedere l’aiuto dello psicologo?

Non esiste un momento preciso nel quale chiedere aiuto, ammesso e concesso che ogni momento è buono dal momento in cui si realizza che si è instaurata una dipendenza dannosissima. Non a caso il gruppo terapeutico conosciuto come “Alcolisti anonimi” accetta nuovi pazienti solo quando questi sono in grado di dire e di ammettere a se stessi che sono degli alcolisti.  E’ infatti questo il primo grande passo per l’alcolista, cioè quello di ammettere di avere un problema: come si dice è già metà della soluzione. Per l’altra metà è essenziale un lavoro di psicoterapia dove possano essere rintracciate le cause che hanno indotto la persona a bere.

Come mi accorgo che ho accanto un alcolista?

Spesso anche i membri della famiglia hanno difficoltà ad ammettere a se stessi che un loro caro abbia questo problema. I segnali sono molto chiari: l’alito spesso intriso di alcool fin dalla prima mattina, l’alcool nascosto dentro casa, la pancia che si gonfia in quanto il fegato si espande, il tentativo di mangiare mentine e caramelle per nascondere l’odore dell’alito, insomma ci sono tanti segni che fanno accorgere come la persona sia caduta nella dipendenza.

Quali sono i rischi per l’alcolista?

Spesso l’alcolista finisce con il perdere la propria vita. Le funzioni epatiche sono molto più fragili di quel che si crede. Non esitate per voi stessi e per chi amate a chiedere aiuto prima che sia troppo tardi.

Insonnia aiuto psicologico Roma

In cosa consiste l’insonnia?

L’insonnia fa parte dei disturbi del sonno e consiste in una difficoltà cronica dell’addormentarsi o del dormire in modo continuativo per almeno otto ore ogni notte. Con lo stress della vita moderna molte persone accusano questo disturbo, in quanto tra stress, preoccupazioni e difficoltà lavorative la qualità del sono è spesso deteriorata.

Diverso però è il problema se questo diventa cronico e la persona inizia a temere il momento di andare a letto: questo significa che qualche tipo di problema/conflitto/trauma sta togliendo alla persona la capacità di rilassarsi e di abbandonarsi al sonno.

Gli effetti sono quelli di una spossatezza fisica e mentale e la sensazione di non riuscire mai a concentrarsi veramente.

Quando chiedere aiuto a uno psicologo?

Quando l’insonnia diventa invalidante e non si riesce più a recuperare le forze è un bene chiedere aiuto a uno psicoterapeuta. Spesso l’insonnia è sintomo di una depressione mascherata: è un bene capirne le cause e vedere come è possibile risolvere ciò che causa l’aspetto depressivo.

Obesita aiuto psicologico Roma

Essere in sovrappeso è uno dei mali del mondo moderno. Da quando il cibo è divenuto disponibile in grandi quantità l’umanità ha iniziato a soffrire di obesità. Una volta si diceva “Omode panza, omo de sostanza”, proprio perché solo chi era ricco poteva permettersi una pancia… piena!

Purtroppo il problema del sovrappeso è prima di tutto un problema fisico in quanto determina difficoltà cardio-circolatorie e un lavoro extra per il corpo che si trova a fare gli straordinari. Per questo è raccomandabile essere entro un certo peso forma che garantisce la salute fisica.

Sotto un punto di vista psicologico l’obesità è spesso associata ad aspetti depressivi e alla bassa autostima, il che determina, soprattutto nelle personalità chiuse, un rifugio nei piaceri del cibo, sostanza disponibile per una gratificazione immediata.

Perché andare dallo psicologo?

Di certo l’aiuto di un dietologo è fondamentale, ma senza che siano stati compresi e rimossi i blocchi e le paure mentali che spingono la persona a mangiare senza darsi un limite e a sfogare a tavola le frustrazioni e i conflitti interiori, a poco serve una dieta se questa poi non viene seguita e soprattutto se la persona non riesce a disimparare una modalità che si è instaurata di affrontare i conflitti e le paure.

Lo psicologo aiuterà la persona a comprendere le proprie difficoltà e a sciogliere i nodi emotivi che la fanno a volte nascondere dietro un’apparenza che diventa anche uno scudo protettivo verso il mondo che viene vissuto come pericoloso e minaccioso.

Bulimia aiuto psicologico Roma

La bulimia consiste in un comportamento alimentare che vede la persona abbuffarsi per poi andare a rimettere il cibo che ha mangiato. Questo tipo di sintomo ha effetti molto negativi sia sul peso che sulla dentatura della persona, in quanto gli acidi corrodono i denti e provocano gravi problemi alla bocca. L’intento è quello di preservare un peso ideale, e come si dice la bulimia è sorella dell’anoressia in quanto spesso l’anoressia nervosa può divenire una bulimia quando la persona dopo un lungo sciopero della fame riprende a mangiare ma non si permette di assorbire le sostanze nutritive.

In letteratura questo disturbo è associato a problematiche di tipo familiare e spesso si presenta durante l’adolescenza. E’ da non sottovalutare in quanto può portare all’anoressia quando la persona sceglie uno sciopero totale.

Quando rivolgersi allo psicologo?

L’ideale è chiedere aiuto quando si presentano i primi sintomi, in quanto questo tipo di problema tende ad aggravarsi e a patologizzarsi  in modo drastico. Se ci si accorge che un figlio ha questo tipo di comportamento è bene ricorrere allo psicologo per comprendere e accogliere il disagio che si sta vivendo, al fine di porvi rimedio.

Anoressia aiuto psicologico Roma

L’anoressia mentale è una psicopatologia che consiste nel rifiuto di assumere cibo, che comporta una drastica riduzione del peso corporeo, presenza di amenorrea, chiusura emotiva nei confronti dei rapporti.

L’esordio si verifica solitamente nella fase adolescenziale e colpisce al 99% le donne, che entrano in una ribellione adolescenziale che si esprime come sciopero della fame. In letteratura è ormai ampiamente riconosciuto come il disagio dell’anoressica sia di tipo familiare, quindi l’indicazione è per una terapia di tipo familiare.

Quando rivolgersi allo psicologo?

Quando il peso cala rapidamente e anche a occhio nudo si percepisce come la persona stia perdendo “volume” è già arrivato il limite massimo per chiedere aiuto prima di un ricovero. L’ideale è prendere questo tipo di malessere in tempo e capirne il disagio fin dall’origine, quindi per questo grave tipo di psicopatologia prima è meglio è.

 

Quando chiedere aiuto allo psicologo Roma

Negli ultimi anni l’approccio allo psicologo è cambiato radicalmente. La maggior parte delle persone oggi lo vedono come una risorsa più che come l’aiuto per i “matti”.

E questo è forse l’approccio migliore, anche nella pratica clinica: quando le persone si recano dallo psicologo al fine di crescere e di capire situazioni che le fanno soffrire, prima che queste situazioni esplodano e si debba poi lavorare nell’urgenza e quando i cocci sono già rotti.

I processi mentali hanno un tempo nel quale si svolgono e si completano: andare dallo psicologo significa accelerarli e soprattutto indirizzarli verso uno sviluppo sano.

Quando sentiamo un malessere ormai da un tempo che si protrae a lungo, e vediamo che non riusciamo ad uscirne fuori, rivolgersi ad uno psicologo può attivare risorse e pensieri che creano le condizioni per iniziare a vedere e a considerare soluzioni che prima non eravamo in grado di vedere. La cura che rivolgiamo a noi stessi occupandoci dei nostri pensieri e delle nostri emozioni ci permette di sintonizzarci con i bisogni più profondi e ci mette sulla strada di un grande benessere nel futuro.

La regola di base è: prima è meglio è. Sicuramente ognuno ha i suoi tempi ed è giusto che si rivolga allo psicologo quando si sente pronto per farlo. Jung diceva che le persone si rivolgono allo psicologo come ultima spiaggia, quando prima le hanno provate tutto, mago compreso. Non so se questo possa essere vero ancora oggi: passati cento anni l’approccio alla psicoterapia si è modificato in modo radicale e non più ad appannaggio di persone appartenenti ad un élite economica e sociale, bensì è alla portata di tutti coloro che ambiscono ad una crescita e ad una salute mentale buona, al fine di godersi la vita al meglio.

Suicidio aiuto psicologico Roma

E’ normale in fasi della vita critica pensare che il suicidio possa essere un rimedio a tutti i mali. Soprattutto per chi ha subito un forte trauma, delusione, lutto, perdita di una persona o del lavoro, insomma per chi è reduce da una vera e propria catastrofe sentire dei sentimenti negativi che spingano in quella direzione.

La migliore medicina in questi casi è di non chiudersi, ma di cercare aiuto esterno: negli amici, nei parenti, in chiunque possa offrire conforto e protezione. Per questo motivo parlare con uno psicologo può essere di vitale importanza, perché esprimere le proprie emozioni aiuta a calmare il dolore e la sofferenza, e pensare in due aiuta a vedere e a trovare soluzioni a cui prima non si aveva pensato.

Nei grandi lutti della vita, così difficili da sopportare, la vicinanza dell’altro è senz’altro la miglior medicina, in grado di curare l’anima, e di impedire che i pensieri suicidari possano trasformarsi in una progettazione vera propria.

Chiedi aiuto e non ti chiudere

E’ il miglior consiglio da dare in queste situazioni. Per quanto possa sembrare assurdo e difficile, a volte anche una parola giusta può aiutare a stare meglio. Invece il suicidio porta solo alla morte e lascia molta sofferenza a chi resta, soprattutto a chi avrebbe voluto dare una mano e sente che non ha avuto questa possibilità. Abbiamo più amici di quanto pensiamo, più persone che ci vogliono bene di quanto si possa credere. Lo psicologo può aiutare a contattare dentro di sè nuove prospettive e a mettere nella possibilità di pensare a un nuovo futuro, dove il dolore possa lasciare spazio ad altri sentimenti.

 

Depressione aiuto psicologico Roma

Ogni persona attraversa nella vita momenti di depressione: nei passaggi da un fase all’altra, nei grandi momenti di cambiamento, quando molte cose della vita si modificano è normale sentirsi tristi e demotivati. La mente a volte necessita di una fase di stop per poter poi ripartire.

Tuttavia, quando la depressione diviene un sentimento stabile e la persona sente di non riuscire a uscirne fuori, questo significa che c’è un qualche tipo di problema di fondo che sta causando un malessere e che impedisce alla persona di poter tornare a sentire sentimenti di gioia e di entusiasmo. Si parla infatti di depressione almeno dopo 6 mesi che la persona presenta un umore depresso, ha difficoltà ad uscire di casa, ha un comportamento che riflette la mancanza di energia e di voglia di fare.

Il comportamento della persona depressa è facilmente ravvisabile, in quanto spesso chi è intorno alla persona ravvisa che c’è qualcosa che non va. La persona stessa invece può avere difficoltà ad ammettere a se stessa che non sta più bene e tende a banalizzare il proprio stato, magari descrivendolo come una crisi passeggera. E’ importante invece riconoscere di non stare più bene in quanto è il primo passo per poter iniziare a comprendere cosa non ci sta facendo stare più bene.

Quando rivolgersi allo psicologo?

Se percepiamo che non riusciamo ad uscire da un certo malessere è importante fare un check up dallo psicologo per capire cosa non sta più funzionando nella nostra vita.

Come si dice, non è mai troppo presto, in quanto come per ogni malessere e patologia prima si ammette a se stessi di non stare bene prima si può cercare di comprendere come uscirne fuori.

Lo psicologo può aiutare a comprendere le ragioni profonde che stanno destabilizzando la persona e la fanno sentire depressa: a volte sentimenti di colpa, a volte la difficoltà di compiere una scelta, altre volte accettare passaggi della vita estremamente complicati, possono essere motivi rintracciati dallo psicologo che aiuterà la persona a fare luce sul proprio malessere.

Tic nervosi aiuto psicologico Roma

I tic nervosi sono movimenti involontari che la persona non può controllare e che servono a scaricare tensioni e energie che altrimenti rimangono intrappolate. Spesso l’esordio dei tic è nell’infanzia, e questi si risolvono normalmente quando l’evento stressante che li ha provocati viene meno.

Tuttavia possono persistere o presentarsi anche negli adulti, soprattutto nelle persone che hanno difficoltà nell’esprimere la rabbia o che la vivono con sentimenti di colpa. I tic allora intervengono come scariche che riequilibrano il sistema energetico. Chiaramente questi movimenti involontari mettono in difficoltà la persona sia nei rapporti sociali che nelle interazioni con gli altri, in quanto comunicano un disagio e una difficoltà di essere in armonia con se stessi.

Sono correlati al disturbo ossessivo compulsivo in quanto ne condividono la stessa tematica di colpa.

Perché chiedere aiuto allo psicologo?

Un lavoro con lo psicologo può aiutare a esprimere la rabbia e a capirne i sentimenti inconsci di colpa che ne sono associati. Lo spazio della terapia può essere uno spazio dove è possibile esprimersi e dove la persona può trovare la comprensione e l’empatia che può essere mancata in momenti cruciali della crescita. Chiaramente il lavoro con lo psicologo potrà essere un lavoro lungo, ma nel tempo sarà in grado di dare dei frutti e di portare la persona a riuscire a scaricare le proprie tensioni in altri modi più funzionali.

Stress aiuto psicologico Roma

I fattori di stress influiscono sulla salute psichica e fisica senza che a volte riusciamo a rendercene conto. Come una goccia cinese che pian piano riesce a scavare la roccia, è estremamente difficile rendersi conto che aumentando i carichi e le responsabilità della vita, o in momenti di traumi o lutto, la nostra salute sia messa in serio pericolo. Ogni persona reagisce allo stress in modo diverso. tuttavia alla lunga sintomi fastidiosi posso emergere per segnarlarci che stiamo perdendo la nostra serenità.

Quali sintomi mi segnalano che ho una sindrome da stress?

Scatti d’ira improvvisi, umore sempre depresso, incapacità di trovare il positivo nella situazioni, malessere fisico e ansia possono essere gli indicatori che lo stress ci sta togliendo serenità. Lo stesso malessere psicologico di fondo se protratto in modo continuo segnala che ci stiamo sovraccaricando. A volte il problema è che ci si abitua al malessere e che quindi reputiamo normale stare in una certa condizione.

Perché chiedere aiuto allo psicologo?

Fare il punto della situazione può aiutare a comprendere quali limiti non stiamo mettendo e a rendersi conto di quali stress nocivi stiamo accettando senza rendercene conto. Lo spazio della terapia può essere uno spazio dove condividere le difficoltà e trovare un punto di vista diverso per affrontarle.

Disturbo post traumatico da stress aiuto psicologico Roma

Disturbo post traumatico da stress psicologo Roma

Il disturbo post traumatico da stress è un tipo di disturbo conseguente a un grande trauma. Questo disturbo può consistere in diversi sintomi: ansia, insonnia, depressione, pianto, paura e tutto ciò che riguarda la reazione a un evento esterno di tipo traumatico; soprattutto quando la persona non era preparata al trauma questo può avere effetti ancora più grandi.

Se da una parte è normale che una persona reagisca a un grande trauma con disagio, si parla di disturbo post traumatico quando i sintomi continuano a verificarsi anche dopo un lasso di tempo che è considerato normale per l’elaborazione. L’esempio tipico è quello del veterano di guerra che continua a temere che cadano le bombe anche dopo anni che la guerra è finita, oppure ad avere incubi ricorrenti.

Come mai si cade in questo disturbo?

La mente per proteggere se stessa si mette in una posizione di difesa, cioè si chiude affinché non sia colpita nello stesso punto, allo stesso modo in cui quando subiamo un colpo su una parte del corpo tendiamo a tenerla protetta e nascosta ad altri colpi. A volte il colpo è così forte che la mente fatica a riaprirsi e a rifidarsi, e cerca di elaborare l’evento continuando a riproporlo. L’aiuto di uno specialista a cui affidarsi può essere fondamentale per riacquistare fiducia e per superare il colpo.

Quando rivolgersi allo psicologo?

Quando si percepisce che rispetto a un trauma che si è subito (lutto, separazione, scoperta di una malattia, tradimento, perdita del lavoro) non si riesce ad andare avanti nell’elaborazione oppure che un evento traumatico abbia lasciato paura, sfiducia e disistima profonda, allora è meglio chiedere aiuto allo specialista per farsi aiutare.

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Esci dal tunnel